9’/Unlimited
Beatrice Pediconi
#2013 / BEATRICE PEDICONI / Collezione Maramotti / ALL WORKS



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  • 9’/Unlimited

    Collezione Maramotti

    October 6th, 2013 – January 31st, 2014

    The work of Beatrice Pediconi is charged with mystery and amazement, and the gesture she performs is no less capable of generation than attuned to capturing and accepting the unexpected: advance and retreat, action and perception.
    Her work bears witness to the possibility of another form of painting: painting that “mutates” not on the canvas, but in water, and with results that the artist can only partly control.

    From the cycle of Subtle Bodies, texts written in ink of 2006, to the blue series of Untitled works of 2009, in which the artist made use of plaster and powders, and then to the Red works of 2011, where she carried out experiments with various organic materials, the artist’s encounter with the element of water—her immersion in the element of water—has continued to develop and grow ever more fertile. Her work aspires to couple the scientific observation of the behavior of materials and the capacity to reproduce them with a state of creative freedom in which the image is shifted onto planes of perception quite different from those to which traditional painting has accustomed us. Her praxis finds its basis in the fragility of vision and its transformation.

    The new work now realized for the Maramotti Collection is entitled 9’/ Unlimited and presents still further developments. In addition to accepting the challenge of polaroid photography and large-scale images taken with a Large Format View Camera in the course of a true and proper performative process that devolves on a spirit of alchemy and its potential photographic registration, the artist has also created an environment, a space that becomes a vessel which the visitor is invited to enter.

    But it is also a kind of cocoon in which strands of images in movement unravel themselves along the walls of the room, moving off towards “the uncontainable,” and leading the viewer into other possible territories.
    One finds oneself afloat in a firmament of pigments and empty spaces that combine through sudden accelerations and de-accelerations into always different formal configurations, with images always “falling and rising” in a sidereal silence in which form becomes the vehicle of the music inherent in the universe.

    The exhibition is accompanied by an artist’s book that captures the flow of images (polaroids and video stills) of the artist in dialog with three incisive interventions: a haiku by the Japanese poet Momoko Kuroda, a musical score by the Roman composer Lucio Gregoretti, and a mysteric chemical formula devised by Andrea Lerwill, a British engineer whose specialization lies in the sciences of conservation. These collaborations constitute true and proper linguistic interweavings in which poetry, music, chemistry and the visual arts reciprocally amplify the mystery of an act of exploration and contemplation

     

  • 9’/Unlimited

    Collezione Maramotti

    6 ottobre 2013 – 31 gennaio 2014

    C’è mistero e stupore nell’opera di Beatrice Pediconi, e nel suo gesto capacità generatrice e attitudine ad accogliere l’imprevisto: avanzare e ritirarsi, agire e percepire.
    Un’evidenza di come sia possibile fare un altro tipo di pittura, pittura “mutante” non sulla tela, ma nell’acqua, con esiti solo parzialmente controllabili dall’artista.

    Dal ciclo Corpi Sottili, scritture realizzate con inchiostri nel 2006, alla serie blu degli Untitled, in cui l’artista impiega polveri e gesso nel 2009, fino alle sperimentazioni con materiali organici di Red nel 2011: il suo percorso di incontro/sposalizio con l’acqua è sempre più fertile e in continua crescita. Un percorso che vuole coniugare l’osservazione scientifica dei comportamenti dei materiali e la capacità di riprodurli con la libertà creativa in cui l’immagine viene spostata su un piano percettivo differente da quello a cui ci ha abituato la pittura tradizionale. Un percorso in cui la fragilità della visione e la trasformazione costituiscono l’aspetto fondante della sua ricerca.

    Il nuovo lavoro realizzato per la Collezione Maramotti dal titolo 9’/ Unlimitedcostituisce un ulteriore sviluppo in cui l’artista si misura non soltanto con l’uso della polaroid o con scatti di grande formato realizzati con banco ottico durante un vero e proprio processo performativo di sapore alchemico e il suo potenziale congelamento fotografico, ma realizza un ambiente, un luogo che diviene una sorta di navicella che accoglie il visitatore. Ma anche bozzolo in cui fili di immagini in movimento si srotolano lungo le pareti dalla stanza verso “l’incontenibile” e conducono lo spettatore in altri territori possibili.
    Si ondeggia in un firmamento di pigmento e di vuoti che si combinano in accelerazioni e decelerazioni improvvise creando partiture formali sempre diverse:immagini in “battere e in levare”, in un silenzio siderale in cui la forma diviene portatrice della musica interna all’universo.

    La mostra si accompagna ad un libro d’artista che accoglie il flusso di immagini (polaroid e still del video) dell’artista in dialogo con tre preziosi interventi: un Haiku della poetessa giapponese Momoko Kuroda,un graphic score musicale del compositore romano Lucio Gregoretti euna misterica formula chimica di Andrew Lerwill, ingegnere inglese in scienze della conservazione. Queste collaborazioni costituiscono veri e propri intrecci linguistici in cui poesia, musica, chimica e arti visive amplificano vicendevolmente il mistero di questa esplorazione/contemplazione.


 



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