Eternal Garden
Evgeny Antufiev
#2017 / EVGENY ANTUFIEV / Eternal Garden / Opening: Saturday April 8th 2017 | 6 – 9 pm / April 9th > June 10th, 2017


EVGENY ANTUFIEV
Eternal Garden

 

Opening: Saturday April 8th 2017 | 6 – 9 pm
April 9th > June 10th, 2017


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  • One can fly lightly from one object to the other, or just rest one’s gaze on the wall, like butterflies.
    Evgeny Antufiev’s is an airy and emblematic exhibition reworking the project shown at Manifesta with relevant spatial variations and new works.
    The protagonists are the same: the butterfly and its travel companion, the writer Nabokov.
    In its symbolic value, the butterfly has always been associated in many cultures with the compenetration between visible and invisible, the meeting point between the finite and eternity, human and divine, the mark of change, metamorphosis and rebirth. The butterfly (in Greek Psiche= soul and butterfly) evokes a psychic transformation, a change, a passage through the different stages of life, the access to new experiences with a changed awareness. It is a memento mori of the ephemeral but at the same time the sign of what is ever-lasting.
    Nabokov, the “man/ butterfly”, takes up on himself the meaning of collectionism, where he identifies with what he collects, in the attempt to capture their essence. The methodical gesture of collecting and ranging becomes an emotional and tender attempt to assemble an identity back, melding it with a part of nature which does not accept death, fighting it through transformation.
    The exhibition, then, appropriates the paradox and the metaphor as a fil rouge, not only in the choice of themes, but also for the use and treatment of materials.
    In the works displayed in the exhibition shape becomes energy, challenging the matter, which is bent modified. What looks solid and long-lasting, like the bronze and brass casts, seems to melt into structural variations, while what is fragile – like the embroideries and the phantasmatic photographs – weaves and retains images on the wall to enforce the dream of a possible and vital eternity. (Marina Dacci)

     

     

    Editorial notes

    The exhibition is a part of Evgeny Antufiev’s project for the European biennial Manifesta 11 devoted to the passion of Vladimir Nabokov for butterflies. While preparing for the project Antufiev stayed in the hotel room that became the house of Nabokov for many years. Part of the show presents photographs of Nabokov’s room that Antufiev took that served as a starting point for the creation of some bronze sculptures.
    Vladimir Nabokov caught his first butterfly in 1906: it has become a key event of his whole life: «I have often dreamed of a long and exciting career as an obscure curator of lepidopterology at a famous museum.». From 1941 to 1948 he worked at the Museum of Comparative Zoology at Harvard, where he reorganized the collection of butterflies and published several scientific articles.
    Nabokov chose Switzerland like permanent residence: when people asked why he lived there, he replied that the main reason is the butterflies. From 1961 until his death (1977) Nabokov lived, in the Montreux Palace Hotel (Montreux) in solitude with his wife; he worked a lot in this hotel room or in the terrace that became his own «magic mountain».  The writer’s last words before dying were «a certain butterfly was already on the wing».

     

    Evgeny Antufiev was born in Tuva, Russia in 1986. He lives and works in Moscow. After the studies at the Institute
    of Contemporary Art (ICA), in 2009 he won the Kandinsky Prize within the category “The Young Artist. Project of the Year.” His most recent important project, Eternal Garden, has been shown at Manifesta 11. in 2017 he participated at Garage Triennial of Russian Contemporary Art.  In 2016 he realized a performance as part of Cabaret Kultura With V-A-C Live at Whitechapel Gallery in London. His work has been presented at la z2o Sara Zanin Gallery (Rome), MMOMA(Moscow) and at the Regina Gallery in Moscow (September-November 2015). His work was also featured at Multimedia Art Museum, Moscow (2014), at Collezione Maramotti, Reggio Emilia (2013) and he participated in prestigious venues group exhibitions as the Palais de Tokyo, Paris (2012) and the New Museum, New York (2011).


  • Ci si può appoggiare con leggerezza da un oggetto all’altro o riposare gli occhi sulla parete, come farfalle.
    Quella di Evgeny Antufiev è una mostra lieve e emblematica che ricalibra il progetto presentato a Manifesta con significative variazioni spaziali e nuove opere.
    I protagonisti sono sempre loro: la farfalla e suo compagno di viaggio, lo scrittore Nabokov.
    Nel suo valore simbolico, la farfalla è da sempre, in molte culture, associata alla compenetrazione tra visibile ed invisibile, punto d’incontro tra il finito e l’eternità, tra l’umano ed il divino, segno di mutamento, di metamorfosi e di rinascita.
    La farfalla (in greco Psiche= anima e farfalla) suggerisce una trasformazione psichica, un cambiamento, un passaggio in diverse fasi dell’esistenza, l’idea di un’evoluzione, l’accesso a nuove esperienze con una diversa consapevolezza. È un memento mori dell’effimero, ma, al contempo, segno di ciò che dura in eterno.
    Nabokov, “l’uomo/ farfalla”, assume in sé il significato di un collezionismo che si identifica con ciò che raccoglie, cercando di catturarne l’essenza. Il gesto metodico del raccogliere e classificare diviene un emozionante e tenero tentativo di ricomposizione identitaria, di fusione con una parte della natura che non si rassegna alla morte, combattendola nel segno della trasformazione.
    Una mostra dunque che assume in sé il paradosso e la metafora come fili conduttori, non solo per la scelta dei soggetti, ma anche per l’impiego e il trattamento dei materiali.
    Nelle opere presentate in mostra la forma diviene energia, sfidando la materia che si piega e si modifica. Ciò che è apparentemente solido e durevole – come le fusioni in bronzo e ottone- sembra sciogliersi in variazioni strutturali, mentre ciò che è fragile – come i ricami e le fotografie fantasmatiche – tesse e trattiene immagini sulla parete per ribadire il sogno di una possibile eternità vitale. (Marina Dacci)

     

     

    Note di redazione

    La mostra è parte del progetto di Evgeny Antufiev per la biennale Manifesta 11, presentato nel 2016 a Zurigo.
    Intrigato dalla passione di Vladimir Nabokov per le farfalle, Antufiev, mentre preparava il progetto, ha soggiornato nella stanza d’albergo che divenne la casa effettiva di Nabokov per molti anni.
    In mostra sono presenti alcune immagini di questa stanza che Antufiev ha scattato e che sono diventate punto di partenza per la creazione di alcune sculture.
    Vladimir Nabokov catturò la sua prima farfalla nel 1906: questo costituì un momento topico nella sua vita: “Ho spesso sognato di una lunga ed eccitante carriera come un oscuro curatore di lepidotterologia in un museo famoso”. Dal 1941 al 1948 Nabokov lavorò al Museo di Zoologia comparativa di Harvard dove riorganizzò la collezione di farfalle e pubblicò numerosi articoli scientifici.
    Nabokov scelse la Svizzera come luogo di residenza permanente. Quando gli chiedevano perché vivesse là replicava che la ragione principale erano le farfalle. Dal 1961 fino alla sua morte (1977) Nabokov alloggiò in solitudine con la moglie al Montreux Palace Hotel (Montreux) lavorando moltissimo nella stanza d’albergo o sulla terrazza che divenne la sua “montagna magica”. Le sue ultime parole prima di morire furono: «una certa farfalla sta già spiccando il volo».

     

    Evgeny Antufiev è nato a Tuva, Russia nel 1986 e vive e lavora a Mosca.
    Dopo gli studi all’Institute of Contemporary Art (ICA) di Mosca, nel 2009 vince il Kandinsky Prize nella categoria “The young artist. Project of the Year.”.
    Nel 2017 ha partecipato alla Garage Triennial of Russian Contemporary Art.
    Nel 2016 è stato invitato da Christian Jankowski a partecipare a Manifesta 11 dove ha presentato il progetto dal titolo Eternal Garden e nel mese di settembre 2016 ha realizzato la performance nella cornice di Cabaret Kultura With V-A-C Live presso la Whitechapel di Londra.
    I suoi ultimi progetti sono stati presentati presso la z2o Sara Zanin Gallery di Roma (2015), al MMOMA e alla Regina Gallery di Mosca (settembre–novembre 2015).
    Inoltre ha esposto al Multimedia Art Museum di Mosca (2014) alla Collezione Maramotti, Reggio Emilia (2013) e ha partecipato a numerose mostre collettive in luoghi prestigiosi, tra cui il Palais de Tokyo, Parigi (2012) e il New Museum, New York (2011).



 


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Opening: Saturday April 8th 2017 | 6 – 9 pm
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