Giovanni Kronenberg

Opening: Tuesday, February 12th 2019 | 6 – 9 pm
February 12th > April 6th, 2019


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  • z2o Sara Zanin Gallery is pleased to host the second solo show by Giovanni Kronenberg that will open on Tuesday, February 12 at 6.00 pm.

    The exhibition displays the last production of the artist, a series of sculptures, drawings and intervention realized during the last year: peculiar and unusual objects on which Kronenberg intervenes with alterations and changes. The sculptural interferences operated by the artist are capable to influence the shape and the statute and can create a connection between distant times and materials, hardly comparable to each other.

    The construction of combinatory grammar underpins Giovanni Kronenberg’s work, a grammar that acts on the slow sedimentation of the evocative quality inherent in objects and on the subsequent alteration of that qualities through forms of intrusion.

    The objects and materials linked up by the artist are informed with the past, but they don’t generate any kind of narration, they rather contain several dimensions of time that settle without generating meaning.

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  • z2o Sara Zanin Gallery è lieta di presentare la seconda mostra personale in galleria di Giovanni Kronenberg, che inaugurerà martedì 12 febbraio alle ore 18.00.

    La mostra presenta l’ultima produzione dell’artista, una serie di sculture, disegni e interventi realizzati nell’ultimo anno: oggetti peculiari, inconsueti ed eterocliti, sui quali Kronenberg interviene con modifiche, spostamenti e alterazioni. Capaci di condizionarne la forma e lo statuto, le intromissioni scultoree dell’artista sono in grado di creare un nesso tra tempi e materiali distanti, difficilmente comparabili o assimilabili tra loro.

    La costruzione di una sintassi combinatoria è l’operazione alla base del lavoro di Giovanni Kronenberg, una grammatica che opera sulla lenta sedimentazione di qualità evocative che gli oggetti possiedono di per sé e sulla successiva alterazione di quelle stesse qualità attraverso forme di intrusione.

    Gli oggetti e i materiali che l’artista accorda tra loro sono carichi di passato ma non generano narrazioni, contengono piuttosto molteplici dimensioni del tempo che si depositano senza generare senso.



 



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