HABITAT
Marco Maria Giuseppe Scifo
#2013 / Link March 23th - May 11th, 2013 / Text by Antonello Tolve / ALL WORKS


 


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  • z2o Sara Zanin Gallery is pleased to present Marco Maria Giuseppe Scifo’s solo show entitled Habitat.

    Two years after his first solo show, Running Glance, the artist presents a new cycle of works that aims to conceive an organic and complete discourse on a landscape that assigns actual and cultural horizons to build a new and acute reflection on world of life.
    In a world of ruins, recovery is a product of healing by means of aesthetics that build the necessary exit from the current apathy.
    Divided into four platforms, in four critiquing places, in four projects (works in progress) that articulate themselves in the three spaces of the gallery, the design created by Marco Maria Giuseppe Scifo directs the gaze of the viewer in order to reactivate the capacity for global analysis concerning the existence of the self and the species.
    The four exhibited projects (Globo pentacisdodecaedro, MonsGibel, Habitat – Molecolare and In Nubibus), are characterized by their intention to act in the environment with poetic and delicate intervention. They create valuable access to a meditative process that returns to consider the human being as part of a single living organism in a habitat that is a complete and integral space. The artist proposes the language and concept of ’locus et logos’ in its sense of journey, a journey that highlights the need to recombine (and reconsider) two distinctly distant worlds.
    To reunite the various horizons of Nature inside a single perspective space (in respect to its physiological and reflective nature). Seen as a pulsing body and as a place concerning experiences and projects, nature is the place where cohabitation, participation and relations form the cores and pieces of human thought and the fate of civilization.
    If Globo pentacisdodecaedro, a kinetic sculpture that simulates the planet’s rotation along the axis of the earth, highlights the desire to geometrize the spherical shape of the world in order to evaluate volume, read the skin and expose the limitations of the individual, MonsGibel – an installation inscribed in the central hall of the gallery – stands as a walkway that leads the viewer from the first to the last room of the gallery. Habitat – Molecolare (a series of pen drawings in a light-box) considers, on the other hand, the nature of man and animals as small sets of molecular masses moving in space. In his third piece, In Nubibus, a video animation simulates the movement of the clouds, emphasizing the vaporization of things as well as the atmosphere through which the artist lit comparisons, in particular, the metaphor for light on the loss of morality. It is a territory to be conquered again to enjoy a creative scene – one of nature – in constant evolution.

  • z2o Sara Zanin Gallery è lieta di presentare Habitat di Marco Maria Giuseppe Scifo. A due anni di distanza dalla prima personale, Running Glance, l’artista presenta oggi un nuovo ciclo di lavori che mira a concepire un discorso organico e totale su un paesaggio che investe gli orizzonti culturologici attuali per costruire una nuova acuta riflessione sul mondo della vita. Su un mondo in rovina da recuperare e sanare mediante accenti estetici che costruiscono una necessaria uscita dall’indifferenza del presente. Diviso in quattro stazioni, in quattro paesi critici, in quattro progetti (in quattro work in progress) che si articolano nei tre spazi della galleria, il disegno messo in campo da Marco Maria Giuseppe Scifo pone lo sguardo dello spettatore di fronte ad un processo di conoscenza che mira a riattivare una capacità di analisi globale sull’esistenza del singolo e della specie.

    Segnati da una volontà che agisce sull’ambiente circostante con interventi poetici e delicati, i quattro progetti in mostra (Globo pentacisdodecaedro, MonsGibel, Habitat – Molecolare e In Nubibus) creano aperture preziose ad un processo meditativo che ritorna a considerare l’essere umano come facente parte di un unico organismo vivente, di un habitat che è spazio integrale e integrante, locus et logos del viaggio linguistico proposto dall’artista. Un viaggio che evidenzia la necessità di riconiugare (e riconsiderare) due mondi apparentemente distanti. Di riunire all’interno di uno stesso spazio prospettico (di stampo fisiologico e riflessivo), i vari orizzonti della natura. Vista, quest’ultima, come un corpus pulsante, come un luogo in cui si intrecciano esperienze e progetti, come un luogo in cui coabitazione, partecipazione e relazione si fanno nuclei e grumi del pensiero umano e del destino della civiltà.
    Se Globo pentacisdodecaedro, una scultura cinetica che simula la rotazione del pianeta lungo l’asse terrestre, mette in luce la volontà di geometrizzare la forma sferica del mondo per quotarne il volume, per leggerne la pelle e per evidenziare i limiti del singolo individuo, MonsGibel (un’installazione inscritta nella sala centrale della galleria) si pone come una passerella che rimanda lo spettatore dalla prima all’ultima sala della galleria. Habitat – Molecolare (una serie di disegni a penna in light-box) considera, dal canto suo, la natura umana e quella animale come piccoli insiemi di masse molecolari che si spostano nello spazio. Su di un velo di sale marino, infine, In Nubibus, una video-animazione con disegni animati che simulano il movimento delle nubi, pone l’accento sulla vaporizzazione delle cose, ma anche su un’atmosfera attraverso la quale l’artista accende paragoni, metafore luminose sulla perdita della moralità. Di un territorio da riconquistare per assaporare nuovamente un panorama creativo – quello della natura – in continuo divenire.


 

 

 


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Marco Maria Giuseppe Scifo
#2013
Link March 23th - May 11th, 2013
Text by Antonello Tolve
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