Hidden Beauty
#2018 / Anna Hulačová, Krištof Kintera, Pavla Sceranková, Richard Wiesner / Hidden Beauty / March 24 th > May 19 th, 2018


Hidden Beauty
Anna Hulačová, Krištof Kintera, Pavla Sceranková, Richard Wiesner

curated by Marina Dacci and Krištof Kintera

Opening March 24th, 2018 | 4 – 8 pm
March 24 th > May 19 th, 2018


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  • z2o Sara Zanin Gallery is pleased to present Hidden Beauty, a group show curated by Marina Dacci and Krištof Kintera with works by Anna HulačováKrištof KinteraPavla Sceranková and Richard Wiesner.

    For the first time a project moves out of the gallery, and scatters works in unexpected places. Kintera, artist and co-curator of the project, often places his works in non-institutional spaces.
    The underlying idea is to offer viewers an itinerary through places which are used for other purposes, with levity and irony, in order to train their gaze to search for beauty that is, so to speak, “within reach”. Because in the end, the core matter is always the attitude of the gaze.

    In our walk through life, we take for granted what fills our familiar world, and we think we know and can control it by placing everything in it’s place and order. Objects, images do not surprise us anymore, or if so only rarely, because they are absorbed and placed in our ordinary and reassuring cognitive maps.
    At times however it may happen that we ask ourselves if Beauty, in our everyday life, is a necessary good, which kind of beauty we do need, and where and how to search for it.

    We have asked four artists from Prague, with quite diverse formal research and outcomes, to explore that notion with their works which speak of research postures, but mostly of what Beauty represents for them. The exhibition is a small stage of diverse – and partly complementary – gazes and artifacts which however share a common denominator: the tension and need to rediscover and invent a new form of Beauty every day, to feel being “in the world” and live in it even in unexpected ways.
    We are not interested in putting a label to “what beauty is”– much has been written about this topic – but rather in looking with new eyes and discovering the Hidden Beauty which we do not often see or consider as the founding element of our lives.
    This is a kind of beauty, at times with capital “B” but most often in lowercase, to be found in negligible details and/or humble settings where our memory, imagination, dreams, and experimentations help us to render it back with a universal meaning, although through subjective canons, a highly validating and non-stereotypical meaning about what makes us feel that we can live an authentic experience.

    For this reason as well, a part of the exhibition is set as a “treasure hunt”, leading the viewers to unexpected places to be seen through “new eyeglasses”.
    Beauty then could be validating what we call subjective experience lived in full awareness. Beauty could be a fertile encounter, a happy marriage between what is inside ourselves and what surrounds us and comes towards us.
    Beauty is the ability to bring poetry and lyricism back to worlds ruled by technological and scientific norms. Beauty means giving a new life to ordinary objects belonging to ordinary lives, making them grow roots and new branches, thus opening a personal and universal reflection on space and time: categories through which we give value to, and measure our lives.
    The search for Beauty is – always and in any event–  the search for Truth. Hence, it gives a special meaning to our lives.

    The research of Krištof Kintera (1973) focuses on the possible forms of “synthetic” beauty generated by an assembly of waste materials, objects and technological productions to which the artist aims to give a lyrical aura out of their original function. In his work, the “natural nature” (which we have irretrievably lost), culture and technology often strike a dialogue with bitter and ironic results within the framework of a deep political and social questioning.

    Anna Hulačová (1984) searches for a fertile and reconciling – even though tormented – compromise with the natural and simple world linked to her cultural roots. The results of her research merge the past and present by bringing into her work the iconographic elements of old folk traditions and experimental materials linked to modern technology.

    Individual experience of the surrounding world, incubation of perception into memory, awareness of perception, all are themes dear to the research of Pavla Sceranková (1980) in an on-going dialogue with scientific research which however does not take the poetics out of her work, often created and assembled starting from everyday objects, at times presented to viewers in an interactive way.

    Richard Wiesner (1976) takes up objects found in the house of an old man who regretted having to see them go to waste after his disappearance. The artist encapsulates them, by crystallizing and presenting them as lenses and casting a glance into the memory of an individual life, while also turning them in emblematic artifacts looking at the future.

     

    We thank for their enthusiastic collaboration:
    Monkey Cycles
    Abiti Usati
    Roma Centro Sicurezza
    Pasticceria La Deliziosa
    Moves Fitness
    Fres&Co Alimentari Italiano
    Albero Antico Bonsai
    Antica Libreria Cascianelli


  • z2o Sara Zanin Gallery è lieta di presentare Hidden Beauty, mostra collettiva a cura di Marina Dacci e Krištof Kintera con lavori di Anna Hulačová, Krištof Kintera, Pavla Sceranková e Richard Wiesner.

    Per la prima volta un progetto esce dagli spazi della galleria disseminando alcune opere in luoghi desueti. Kintera, artista e co-curatore del progetto, inserisce frequentemente i suoi lavori in spazi non istituzionali.
    L’idea è offrire allo spettatore, con lievità e ironia, un percorso in luoghi praticati con altre finalità, per allenare l’occhio a cercare quella bellezza per così dire “a portata di mano”. Perché alla fine è sempre una questione di attitudine dello sguardo.

    Camminiamo ogni giorno dando per scontato ciò che popola il nostro mondo domestico che crediamo di conoscere e di controllare mettendo ogni cosa al suo posto. Gli oggetti, le immagini non ci sorprendono più, o lo fanno raramente, perché assorbite e collocate nelle nostre ordinarie rassicuranti mappe cognitive.
    Qualche volta accade però che ci domandiamo se la bellezza, nel nostro quotidiano, è un bene necessario e di quale tipo di bellezza abbiamo bisogno. Dove e come cercarla.

    Quattro artisti di Praga, con indagini e esiti formali diversi, lo raccontano in questa mostra con le loro opere che parlano di posture di ricerca, ma soprattutto di che cosa la Bellezza rappresenti per loro.
    La mostra è un piccolo teatro di sguardi e artefatti diversi, in parte complementari, che hanno però un denominatore comune: la tensione, il bisogno di riscoprire e inventare ogni giorno una qualche nuova forma di Bellezza, per sentirsi “al mondo” e conviverci in modi anche inaspettati.
    Non ci interessa dare una etichetta a “che cosa è Bellezza”– sono stati scritti fiumi di parole sull’argomento –    ma come poter usare occhi nuovi per scoprire quella bellezza nascosta che spesso non vediamo o non consideriamo come parte fondante della nostra esistenza.
    Si tratta di una bellezza, a volte con la “b” maiuscola ma il più delle volte minuscola, rintracciabile in trascurabili dettagli e/o in umili situazioni in cui la nostra memoria, l’immaginazione, il sogno, la sperimentazione ci aiutano a restituirle un significato universale, seppur attraverso canoni soggettivi, un significato altamente validante e non stereotipato su ciò che ci fa sentire di poter vivere un’esperienza autentica. Anche per questa ragione parte della mostra, per i lavori di uno degli artisti presenti, si propone come una “caccia al tesoro” in luoghi insospettabili in cui recarsi e nei quali indossare “occhiali nuovi”.

    Bellezza dunque può essere una validazione di ciò che chiamiamo esperienza soggettiva vissuta in modo consapevole. Bellezza può essere un incontro fertile, un matrimonio felice tra ciò che è dentro di noi e ciò che ci circonda e ci viene incontro.
    Bellezza è la capacità di restituire poesia e liricità a mondi governati da regole tecnologiche e scientifiche; bellezza è rimettere al mondo oggetti comuni e appartenenti a vite ordinarie facendo loro crescere radici e nuovi rami, aprendo una riflessione su spazio e tempo, personale e universale: categorie con cui diamo valore e misura alla nostra esistenza.
    La ricerca della Bellezza è – sempre e comunque –  ricerca di Verità e, per questo, dà un senso speciale alla nostra vita.

    La ricerca di Krištof Kintera (1973) è focalizzata sulle possibili forme di bellezza “sintetica” che nascono da scarti e assemblaggi di oggetti e di produzioni tecnologiche a cui l’artista mira conferire un’aura lirica rispetto alla loro funzione originaria. Nelle sue opere natura naturale (che ormai abbiamo perduto inesorabilmente), cultura e tecnologia dialogano spesso con esiti amari e ironici nel quadro di una profonda interrogazione politica e sociale.

    Anna Hulačová (1984), cerca un compromesso fertile e conciliante, anche se sofferto, col mondo naturale e   semplice legato alle sue radici culturali. Gli esiti della sua ricerca coniugano passato e presente, inglobando nel suo lavoro elementi iconografici delle antiche tradizioni popolari a materiali sperimentali legati alla tecnologia odierna.

    Esperienza individuale del mondo circostante, incubazione della percezione nella memoria, consapevolezza della percezione, sono i temi cari alla ricerca di Pavla Sceranková (1980) in un dialogo costante con la ricerca scientifica che, tuttavia, non sottrae poesia ai suoi lavori, spesso creati e costituiti partendo da oggetti del quotidiano, talvolta proposti in modo interattivo con lo spettatore.

    Richard Wiesner (1976) si appropria di oggetti rinvenuti in un appartamento il cui anziano proprietario desidera non siano fatti perire con lui. Ecco allora che li incapsula, li cristallizza e li propone come lenti per uno sguardo sulla memoria di una vita individuale, trasformandoli al contempo in artefatti emblematici che guardano al futuro.

    Si ringraziano per la collaborazione entusiasta:
    Monkey Cycles
    Abiti Usati
    Roma Centro Sicurezza
    Pasticceria La Deliziosa
    Moves Fitness
    Fres&Co Alimentari Italiano
    Albero Antico Bonsai
    Antica Libreria Cascianelli



 


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