Kaarina Kaikkonen
#2019 / Kaarina Kaikkonen / October 3rd - November 15th, 2019 / ALL WORKS


Kaarina Kaikkonen
Solo show

Opening: Thursday, October 3rd, 2019 | h. 6.30 pm
October 3rd >November 15th, 2019


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  • z2o Sara Zanin Gallery is pleased to present the fourth solo show by the Finnish artist Kaarina Kaikkonen (Iisalmi, 1952). On this occasion, the artist will show to the public an ensemble with representative works of her artistic practice together with a new body of works specifically conceived for her exhibition in Rome. Kaikkonen puts together raw power materials with a delicate and touching poetry, which is close to her behaviors conceived from a personal point of view to a universal one.

    With references which are possible to find among Surrealism and Arte Povera, Kaikkonen elaborates a very intimate approach which focuses on themes related to the dichotomy of the everyday life: life and death, joy and sorrow are the main symbols of her works. These archetypical concerns converge into found objects, giving to the material a primary importance which is directly related to the urgency of narration.

    Objects trouvèes have stories to tell. Kaikkonen transforms these found objects into sculptures and installations, both on small and large scale, that convey universal stories and meanings of loss, love, hope and interpersonal relations. Her alphabet is composed by fragments of existence, which form a recognizable language. Discarded clothes, shirts, men’s jackets, shoes bear the traces of their previous lives, becoming monuments to past existences and trustees of traditional social, ethical and political values. Apparently fragile as a cloth fluttering in the wind, Kaarina Kaikkonen’s work is starched and stiffened until it attains the solidity of a weighty monument, resisting in time and space. The clothes are a sensitive film that separate and, at the same time, relate the human being to the surrounding environment, propagating the individual’s identity in society. This is the reason, why Kaarina Kaikkonen’s aesthetic and procedure is always strictly related to the space and its capacity to restructure, time after time, meaning and forms. There is a constant play between construction and deconstruction through a vivid intention to bring in mind a sensitive and profound story that crosses the perceptions of individual and universal meanings.


  • z2o Sara Zanin Gallery è lieta di presentare la quarta mostra personale in galleria dell’artista finlandese Kaarina Kaikkonen (Iisalmi, 1952). In questa occasione, l’artista presenta al pubblico un ensemble con alcuni dei lavori più rappresentativi della sua pratica artistica insieme ad un corpus di opere inedite, appositamente pensate per la sua personale a Roma. Kaikkonen mette insieme “materiali poveri” con un afflato delicato e lirico, vicino a un approccio specifico che da un punto di vista personale sconfina all’interno di un ambito universale.

    Con riferimenti che è possibile rintracciare nel Surrealismo e nell’Arte Povera, Kaikkonen elabora un percorso molto intimo che si concentra su temi legati alla dicotomia della vita quotidiana: vita e morte, gioia e dolore sono i simboli ricorrenti nelle sue opere. Queste preoccupazioni archetipiche convergono in oggetti trovati, dando al materiale un’importanza primaria direttamente correlata all’urgenza della narrazione. Questi objects trouvèes hanno storie da raccontare. Kaikkonen trasforma gli oggetti di reimpiego in sculture e installazioni, sia su piccola che su grande scala, capaci di trasmettere storie e significati universali di perdita, amore, speranza e relazioni interpersonali. Il suo alfabeto è composto da frammenti di esistenza, che formano una lingua riconoscibile. Abiti, camicie, giacche da uomo, scarpe scartate portano le tracce visibili delle loro vite precedenti, diventando monumenti di esistenze passate e portatori di valori sociali, etici e politici tradizionali. Apparentemente fragile come un tessuto che fluttua nel vento, il lavoro di Kaarina Kaikkonen è inamidato e irrigidito fino a raggiungere la solidità di un monumento pesante, resistendo nel tempo e nello spazio. Gli abiti sono un film sensibile che separa e, allo stesso tempo, mette in relazione l’essere umano con l’ambiente circostante, propagando l’identità dell’individuo nella società. Questo è il motivo per cui l’estetica e la procedura di Kaarina Kaikkonen sono sempre strettamente legate allo spazio e alla sua capacità di riarticolare, volta dopo volta, significato e forme. C’è un gioco costante tra costruzione e decostruzione attraverso la vivida intenzione di ricordare una storia sensibile e profonda che attraversa le percezioni dei significati individuali e universali.



 


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