Moto ondoso stabile


Moto ondoso stabile

Neil Gall, Rezi van Lankveld, Jinn Bronwen Lee, Nazzarena Poli Maramotti, Alessandro Sarra, Jessica Warboys

Curated by Davide Ferri

Opening: Saturday, December 2nd 2017 | 6 – 9 pm
December 2nd, 2017 > February 3rd, 2018


EN
IT
  • Moto ondoso stabile (Average Waves in Unprotected Waters) is a show that includes works by Jinn Bronwen Lee, Neil Gall, Rezi van Lankveld,  Nazzarena Poli Maramotti, Alessandro Sarra, Jessica Warboys and it provides an occasion for fresh reflection on certain specific aspects of the  medium of  painting, beginning from the suggestion offered by the title – taken from a short story by Anne Tyler – and recalls the drawing of waves, an evenly rippled sea, and therefore the idea of an irregular surface permeated by irrepressible, continuous movement.

    Work after work, Moto ondoso stabile is traversed by such movement, which is translated into unstable, jagged surfaces, clots of gestures and brushstrokes capable of generating vaguely indescribable forms and figures that emerge as presences and apparitions in a disarticulated and inhomogeneous space (no longer organically coherent in classical sense) that are apparently abstract, multicentric.

    The show includes works that evoke a figuration supported by a simply unintended, playful or automatic approach,  emerging almost unwittingly; a figuration that is in dialogue with the dimension of the painting as object and reinterprets it; an idea of impermanent definition and temporariness, of combat  with the image, of balance or contrast between the qualities and the structure of the supports and the signs and brushstrokes on the surface, as if their rhythmic progression were  reacting with the support’s material nature like a subterranean current.

    Moto ondoso stabile offers us paintings by Rezi van Lankveld, whose figures are transient apparitions, fragments that detach from a liquid magmatic surface like tectonic plates adrift; Jessica Warboys’ Sea Paintings, large, loose canvases coated with pigment and then soaked in the sea, that reflect the uncontrolled and instable movements of nature; Alessandro Sarra’s layered boards, false monochromes with lines and scratchings on the surface that  reveal glints of the colors underneath; Neil Gall’s paintings, which translate certain works/textural experiments (sculptures of paper and adhesive tape, collages, overlays of cutouts of newspaper and wrapping paper that represent the material and theoretical basis of the painting’s fabrication process) to an apparently stratified surface using a  photo/pictorial approach; Jinn Bronwen Lee’s works , where the shape of the paintings – a series of small-sized ovals – determines the development of the brushstrokes – some more assertive, others more extemporaneous,  and the erasures and reconsiderations  – which condense into lively compositions  vaguely ascribable to painting’s classic genres; and paintings by Nazzarena Poli Maramotti, whose images appear after a long combat to bring the values of density and volatility of certain 18th century frescoes to light with heavens and clouds at the center and figures relegated to the painting’s margins in the painting.

     


  • Moto ondoso stabile è una mostra che include opere di Jinn Bronwen Lee, Neil Gall, Rezi van Lankveld,  Nazzarena Poli Maramotti, Alessandro Sarra, Jessica Warboys ed è l’occasione per riflettere su  alcuni aspetti specifici del medium pittura a partire dalla suggestione del titolo, che è lo stesso di un racconto di Anne Tyler e rimanda al disegno delle onde, del mare uniformemente increspato, dunque all’idea di una superficie irregolare percorsa da un movimento inarrestabile e continuo.

    Moto ondoso stabile è attraversata, di lavoro in lavoro, da questo movimento, che si traduce in superfici instabili e frastagliate, in coaguli di gesti e pennellate capaci di generare forme e figure vagamente indescrivibili, che emergono come presenze e apparizioni in uno spazio disarticolato e disomogeneo (non più coerente e organico in senso classico), apparentemente astratto, pluricentrico.

    La mostra include lavori che possono rinviare a una figurazione che emerge come dato inevitabile, sostenuta da un approccio semplicemente incidentale, svagato o automatico; a una figurazione che dialoga con la dimensione stratificata del quadro, del dipinto come presenza oggettuale e la reinterpreta; a un’idea di definizione temporanea, di provvisorietà, di combattimento con l’immagine, di equilibrio o contrasto tra la qualità e la struttura dei supporti e i segni e le pennellate in superficie, come se il loro ritmo e andamento reagisse alla materialità del supporto come a una corrente sotterranea.

    In Moto ondoso stabile ci sono i dipinti di Rezi van Lankveld, le cui forme e figure sono fugaci apparizioni, frammenti che si separano da una superficie liquida e magmatica come placche in movimento; i lavori di Jessica Warboys, i Sea Painting, grandi tele non tese, cosparse di pigmenti e immerse nel mare, che registrano i movimenti incontrollati e instabili della natura; le tavole a strati di Alessandro Sarra, falsi monocromi dove le linee e i graffi in superficie, fanno emergere, come bagliori,  i toni di colore sottostante; i dipinti di Neil Gall, che traduce sulla tela, con un approccio fotopittorico, alcuni lavori/esperimenti materici (sculture di carta e nastro adesivo, collages, sovrapposizioni di carte ritagliate, di giornale, da pacchi, ecc) che rappresentano la base materiale e teorica al processo di realizzazione del quadro; i lavori di Jinn Bronwen Lee, dove la forma dei dipinti, una serie di ovali di piccole dimensioni, determina l’andamento delle pennellate – alcune più assertive, altre più estemporanee, di cancellazioni e pentimenti – che, addensandosi, danno vita a  composizioni movimentate e vagamente riconducibili ai generi classici della pittura; i dipinti di Nazzarena Poli Maramotti, le cui immagini vanno componendosi dopo un lungo combattimento, teso a far emergere nel dipinto i valori di densità e volatilità di certi affreschi settecenteschi, con cieli e nuvole al centro e figure che abitano le zone marginali del dipinto.



 



Loading