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  • March 28 – May 16, 2015

    opening: Saturday March 28, h. 6-8.30 pm

    z2o Sara Zanin Gallery is pleased to present the third solo show by the Finnish artist Kaarina Kaikkonen. Kaikkonen’s alphabet is composed of fragments of everyday stories and existence, which, like minute pieces of a large mosaic, form a universally recognizable language. These fragments are everyday discarded clothes and objects that bear the traces of their previous lives, silent witnesses of a story. Shirts, shoes, jackets and cutlery become monuments to past existences and trustees of traditional social, ethical and political values in communication with the environment in which they return to life.
    Apparently fragile as a cloth fluttering in the wind, Kaarina Kaikkonen’s work is starched and stiffened until it attains the solidity of a weighty monument, resisting in time and space. The clothes are a sensitive film that separate and, at the same time, relate the human being to the surrounding environment, propagating the individual’s identity in society. As the artist explains, the garment is a guardian of its owner’s secrets. Using it as raw material is a way for Kaarina Kaikkonen to involve people’s lives in her work and lend them a universal dimension. Each of the works has its origins in Kaikkonen’s artistic sensibility and capacity to listen to the place, its story and social life.
    Her creations are born of a process which is a premise for their existence; through the involvement and participation of the local inhabitants, called to donate their old clothes or to collaborate in the installation of the works, the artist activates relational dynamics in order to restore the traditional cohesion between the individuals and their social surroundings. The single sculpture becomes an installation invading the architectonical space or natural landscape and is the outcome of theaesthetic and ethical bond between art, life, geography and human history. The aesthetic form, with its modular structure, in which each element is connected to the other, creates a metaphorical social tissue, in which the individualsare bound together in a community with its particular place, story and culture. The overpowering immediacy of Kaarina Kaikkonen’s works resides in their universal anthropological meaning that can tell a story or be read without captions, as the landscapes created by the artist are nothing less than landscapes of persons,each with their own interior geographies.

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  • 28 marzo – 16 maggio 2015

    opening: SABATO 28 MARZO 2015, 18.00-20.30

    z2o Sara Zanin Gallery è lieta di presentare la terza personale dell’artista finlandese Kaarina Kaikkonen negli spazi della galleria. L’alfabeto di Kaarina Kaikkonen si alimenta di frammenti di esistenze e storie quotidiane che, come piccoli tasselli di un mosaico corale, si legano e stratificano costituendosi in un linguaggio individuale ma universalmente riconoscibile. Questi frammenti non sono altro che abiti e oggetti quotidiani in disuso, recanti le vivide tracce della vita che li ha preceduti, testimoni silenti di una storia o moniti alla memoria. Camicie, scarpe, giacche e posate, come monumenti di esistenze passate, divengono depositari di valori storici, sociali, etici e politici in dialogo con il luogo nel quale si trovano a rivivere. All’apparenza fragile e lieve, come può esserlo solo un pezzo di stoffa lasciato libero al vento, l’opera di Kaarina Kaikkonen è invece appesantita, irrigidita e inamidata conquistandosi, nel tempo e nello spazio, una propria valenza di monumento persistente e tenace. L’abito come sensibile pellicola che separa e, allo stesso tempo, relaziona l’essere umano con l’ambiente che lo circonda, propagazione dell’identità dell’individuo nella società. Come spiega l’artista, l’indumento conserva i segreti che le persone si portano dentro, farne materia prima per le opere è un modo per coinvolgere segmenti di vita dei singoli individui nella propria arte, sublimandola in corale ed universale. L’opera è concepita attraverso una sensibile predisposizione dell’artista all’ascolto del luogo, alla sua storia e al tessuto sociale che lo anima. Le modalità di lavoro dell’artista ne sono la premessa: il coinvolgimento e l’intervento delle persone del posto, chiamate a donare i propri abiti dismessi o a collaborare alla realizzazione delle installazioni, sono i dispositivi attivatori di dinamiche relazionali e partecipative volte a ristabilire una condizione di coesione e senso di appartenenza del singolo individuo nel contesto sociale. Lo sconfinamento della scultura nell’installazione e, sua volta, nello spazio architettonico o nella natura, è l’esito del legame profondo che viene a costituirsi tra l’arte, la vita, la geografia e la storia, in un sodalizio non solo estetico ma etico. La stessa forma estetica delle opere dell’artista, solitamente connotata da un struttura modulare nella quale ciascun elemento è connesso all’altro, in un complessivo legarsi e sovrapporsi, crea un tessuto metaforicamente sociale, nel quale il singolo individuo si unisce all’altro per costituire una comunità, a sua volta individuata da un luogo, da una storia e da una cultura. Il grande potere di immediatezza delle opere di Kaarina Kaikkonen risiede proprio nel loro valore antropologico, ovvero di saper raccontare una storia, di lasciarsi leggere senza l’aiuto di una didascalia, poiché i paesaggi e le geografie composte dall’artista non sono altro che paesaggi di persone con le loro geografie interiori.

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