SIFR LA DISTANZA CANONICA
Silvia Camporesi
#2010 / SILVIA CAMPORESI / SIFR La distanza canonica / December 7th, 2010 - January 13th, 2011 / curated by Valentina Ciarallo / ALL WORKS



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  • z2o Sara Zanin Gallery is glad to present the first personal exhibition of the artist Silvia Camporesi.
    The project entitled Sifr – La distanza canonica (Sifr – The Canonical Distance) is the third part of a long-term work which analyzes the relationship between body and spirit, a constant theme in her artistic research.
    After Dance dance dance-la nuotatrice and Secondo vento-la karateka, the artist dedicated Sifr – Arabic for ‘zero’- as the empty set necessary for something to begin – to the sport of racing.
    A personal reflection on how we can get to a spiritual evolution starting from the body and the physical effort.
    The exhibition is structured around a video in which the artist has to face a physical and mental process testing the emotions of one’s being.
    The race and the hard work it entails; the moments of weakness and exaltation of the one who tests it; the race as a value and survival strategy; the race sufficient with a gap of a few /Split Second – gives our existence an entirely different course; the race here represents a kind of purification and regeneration through the elimination of toxins.
    The artist goes through her beloved landscapes of the province of Ravenna, running between the snow-white salt of Cervia and thick forests.
    She crosses smokestacks and nature reserves by addressing the difficulty of the terrain and struggling against the wind. Her parachute-skirt is heavy and light at the same time as the stages of our lives.
    Her run – which is as a metaphor for a spiritual path – becomes an endless journey.
    Within a sacred atmosphere a scale of seven rungs is suspended in front of the artist symbolically to unite earth and sky.
    The action of the race along with the performance’s rhythm return as visual experience through a series of photographic images that unfolds on the walls of the gallery; the series consists of a sequence of external and mental landscapes, real and imaginary shots belonging to the protagonist’s mind, intimate details that fade into each other as line and color in perfect harmony.
    To complete this fascinating journey there are two “moving pictures” presented in small digital photo frames.

    We shall not cease from exploration
    And the end of all our exploring
    Will be to arrive where we started
    And know the place for the first time
    (T.S. Eliot)

  • z2o Sara Zanin Gallery è lieta di presentare la prima personale dell’artista Silvia Camporesi.
    Il progetto dal titolo Sifr – La distanza canonica è la terza parte di un lavoro, portato avanti da alcuni anni, che analizza il rapporto fra corpo e spirito, tema costante della sua ricerca artistica.
    Dopo Dance dance dance-la nuotatrice e Secondo vento-la karateka, l’artista dedica Sifr che in arabo significa ‘zero’ inteso come l’insieme vuoto necessario perché qualcosa abbia inizio, alla disciplina sportiva della corsa. Una personale riflessione sul modo in cui, a partire dal corpo e dallo sforzo fisico, si possa arrivare ad una evoluzione spirituale.
    La mostra si articola intorno ad un lavoro video in cui l’artista, che fatalmente in questo caso diventa anche la protagonista, si ritrova ad affrontare un percorso, fisico e mentale, mettendo alla prova le emozioni del proprio essere. La corsa con le fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione di chi la prova, la corsa come valore e strategia di sopravvivenza, la corsa che con uno scarto di qualche frazione di secondo è sufficiente a dare alle vicende della nostra esistenza uno svolgimento del tutto differente, la corsa come sorta di purificazione e rigenerazione attraverso l’eliminazione delle tossine.
    Silvia attraversa paesaggi a lei cari della provincia di Ravenna, corre tra le saline di Cervia, bianche come la neve, e i fitti boschi. Supera nebulose ciminiere e riserve naturali, affronta le difficoltà del terreno, lotta contro il vento. La sua gonna-paracadute è pesante e leggera allo stesso tempo, come pesanti e leggere sono le tappe della nostra vita. Il suo percorso, come metafora di un cammino spirituale, diventa un viaggio infinito. In un’atmosfera quasi sacrale di fronte a lei, sospesa, una scala composta da sette pioli che simbolicamente unisce terra e cielo.
    L’azione della corsa unitamente alla ritmica della performance ritornano come esperienza visiva anche attraverso una serie di immagini fotografiche che scorrono sulle pareti della galleria. Una sequenza di paesaggi esteriori e mentali, inquadrature reali e immaginarie fermate nella mente della protagonista, dettagli intimi che sfumano l’uno nell’altro come linea e colore in perfetta sintonia.
    Completano il suggestivo percorso due “foto in movimento”, presentate in piccole cornici digitali, che ci riportano alla mente quei passaggi memorizzati visivamente.

    “Non smetteremo di esplorare. Ed alla fine di tutto il nostro esplorare ritorneremo da dove siamo partiti e conosceremo il luogo per la prima volta” (T.S. Eliot)


 

 


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Silvia Camporesi
#2010
SILVIA CAMPORESI
SIFR La distanza canonica
December 7th, 2010 - January 13th, 2011
curated by Valentina Ciarallo
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