Spoiled – Gabriel Hartley
Spoiled – Gabriel Hartley

GABRIEL HARTLEY
Spoiled

Opening Wednesday, June 6th, 2018 | 6.30 – 9.00 pm
June 6 th > July 31st, 2018


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  • Gabriel Hartley’s first exhibition with z2o Sara Zanin Gallery consists of paintings, drawings and sculptural reliefs made by the artist at the beginning of 2018 during his residency as Abbey Fellow in Painting at the British School at Rome.

    In these works the idea of spoiling something, of purposefully pushing it to the point of ruin, is celebrated as a moment in which new interpretations are forced upon an object. Hartley describes a method of creation whereby paintings are found as much as composed through patient layering and excavating – he uses an angle grinder to carve away paint, scarring the surfaces (be it canvas, wood or paper) in the process. The resulting picture plane holds scattered information, where various images and thoughts come in and out of focus. Colors advance and recede, surfaces rise and fall.

    The reliefs, made from offcuts of upholsterers furniture foam, are displayed so as to bring to mind spolia (spoils): the reused decorative sculpture found on buildings throughout Rome. There is a direct equivalence to this ancient practice of recycling and repurposing in the artist’s own process which finds echoes in Hartley’s description of the spolia as for him being somehow like thought bubbles – cartoony free-floating fragments of history.

    In this show the vibrant and diverse imagery relates to particular moments noted in Rome.  The imagery is consciously a visitor’s view of the city, but seeks to treat the city as an important protagonist that shapes a consciousness and bears testimony to a particular mind set.  An image might bring to mind a specific monument, an architectural detail, or something more banal: a cloud, a tree, a Vespa, a bowl of pasta.

    This exhibition is supported by the British School at Rome.

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  • La prima mostra personale dell’artista britannico Gabriel Hartley presso gli spazi di z2o Sara Zanin Gallery presenta un ampio corpus di lavori tra cui dipinti, disegni e rilievi scultorei che l’artista ha realizzato durante il suo soggiorno a Roma agli inizi del 2018 come Abbey Fellow in Pittura presso la British School at Rome.

    L’idea sottesa a questa serie di opere è quella di ricercare il punto di rottura, spingendosi intenzionalmente fino al concetto stesso di rovina. La possibilità è quella di forzare nuove interpretazioni rivolte ad uno specifico oggetto. In questo modo, Hartley porta avanti un processo creativo attraverso cui i dipinti vengono formalizzati a partire da un paziente lavoro di scavo stratificato: per questo motivo l’artista impiega una smerigliatrice angolare per intagliare la vernice, imprimendo così le superfici – che si tratti di tela, legno o carta. Il risultato è quello di un piano dell’immagine in cui forme e pensieri si sfocano progressivamente. Le superfici assumono una dimensione materica in cui i colori avanzano e retrocedono.

    I rilievi, ricavati dai materiali di risulta delle imbottiture dei mobili, sono concepiti con l’intento di riportare alla mente le antiche spolia, ovvero le sculture decorative di reimpiego utilizzate sulla maggior parte degli antichi edifici romani. Esiste un’equivalenza diretta tra questa antica pratica di riutilizzo e quella proposta dall’artista all’interno del proprio processo, che trova eco nella descrizione di Hartley delle spolia come bolle di pensiero – ovvero frammenti di storia che fluttuano liberamente.

    L’artista ricrea un immaginario vibrante ed eterogeneo ispirato a particolari momenti annotati durante il suo soggiorno romano. Questo universo simbolico rispecchia in maniera puntuale lo sguardo di un visitatore sulla città, e mira al contempo a trattare la città come una importante protagonista che modella la coscienza di chi la fruisce e ne testimonia la mentalità. Incorporando il monumentale e l’ordinario, le opere di Gabriel Hartley possono riportare alla mente un monumento specifico così come un dettaglio architettonico, oppure qualcosa di più banale come una nuvola, un albero, una Vespa, un piatto di pasta.

    Questa mostra è supportata dalla British School at Rome.

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