Nazzarena Poli Maramotti – L’altra notte
#2019 / Nazzarena Poli Maramotti / November 23rd, 2019 - January 31st, 2020 / ALL WORKS


NAZZARENA POLI MARAMOTTI
L’altra notte

Curated by Davide Ferri

Opening: Saturday, November 23rd, 2019 | h. 6.00 pm
h. 7.00 pm Nazzarena Poli Maramotti in dialogue with Davide Ferri

November 23rd, 2019 > January 31st, 2020


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  • L’altra notte, Nazzarena Poli Maramotti’s first personal show at  Sara Zanin, offers a series of paintings and works on paper of the artist’s latest production coinciding with her residence at Dale i Sunnfjord, Norway, where most of the works on display were done. Stimuli in the landscape – a certain meteorological volubility, the constant presence of water (fjords, fog, heavy rain, every day) – emerge in the paintings in the form of movement, a constant fluttering of wide expanses of color (suggestive of mountains, rocks, skies, thick cloud) that expand, contract, and combine in shapes never apparently definitive. A range of forces that complicate relationships between the image’s registers also transits Nazzarena Poli Maramotti’s latest paintings. The outermost layers, for example, that tend towards monochrome  seem to obfuscate, conceal, strike or soften the outlines of things attributable to the real, whereas real things seem to line out from some sort of abstract magma as momentary values. Thus these movements, mediated by the discovery of a new landscape, redefine and reinforce certain aspects that have always been part of Nazzarena Poli Maramotti’s paintings: a nearly always vertical landscape format (as is more frequent in Nordic than Italian painting); a working of the image in which the center is taken up by broad fields with figures at the edges, as in the 18th century frescoes the artist considered extensively (particularly those by Tiepolo in Würzburg, Germany, not far from Nuremberg, where Poli Maramotti lived for a few years); low-lying horizons; the use of a fine brush and quick strokes to define the emergence of a figure; and her intrinsic tendency towards overlapping painting’s classic genres.The show also features a number of portraits in which the faces are marked by the same volatility as the landscape, and a series of new still lifes in which the floral motif seems to emerge as a part of the landscape from a thick atmospheric coagulate and take its place on a surface that more than a classic resting place for a still life appears as a slender strip of land, landscape. As the title suggests, L’altra notte is also the story of night. Not Scandinavian nights in summer (when she did her residence) of unending light and undefined darkness, but instead her “homeland” night: the one that wasn’t there, consisting of undeniable darkness and silence. Come to think of it, the nocturnal environment in the form of dark backgrounds that wipe away, nuance, attenuate, and expand to the limits of possibility expressed in the paintings as a desire for monochromaticity seems to represent yet another thread running through the show.
    Davide Ferri



  • L’altra notte è la prima personale di Nazzarena Poli Maramotti da Sara Zanin e include una serie di dipinti e lavori su carta che appartengono all’ultima produzione dell’artista, quella che coincide con una residenza in Norvegia, a Dale i Sunnfjord, dove la maggior parte dei lavori in mostra è stata realizzata. Le sollecitazioni di quel paesaggio – una certa volubilità meteorologica, la costante presenza dell’acqua (i fiordi, la nebbia, ma anche il ricorrere quotidiano di una pioggia molto fitta) – si traducono nei dipinti in una specie di movimento, di costante fluttuazione di ampie aree di colore (riconducibili a montagne, rocce, al cielo, a nuvole spesse) che si espandono, si contraggono, si combinano in una forma che non sembra mai definitiva. I nuovi dipinti di Nazzarena Poli Maramotti sono anche attraversati da una gamma di forze che complica il rapporto tra i piani dell’immagine. Gli strati di superficie, ad esempio, tendenti al monocromo, sembrano coprire, nascondere, investire o sfumare i contorni di cose riconducibili al reale, così come le cose sembrano delinearsi da una specie di magma astratto come dato momentaneo. Questi movimenti, dunque, mediati dalla scoperta di un nuovo paesaggio, ridefiniscono e rafforzano alcuni aspetti che da sempre appartengono alla pittura di Nazzarena Poli Maramotti: un formato del dipinto di paesaggio quasi sempre verticale (com’è frequente nella pittura nordica più che in quella italiana); un’articolazione dell’immagine che vede il centro occupato da ampie campiture e le figure disposte lungo i bordi, come negli affreschi settecenteschi a lungo guardati dall’artista (in particolare quello di Tiepolo a Würzburg, in Germania, non lontano da Norimberga, dove Poli Maramotti ha vissuto per diversi anni); l’orizzonte molto basso; l’uso di un pennello sottile per definire, con tratti veloci, l’emersione della figura; una naturale tendenza a sovrapporre i generi classici della pittura. In mostra, infatti, ci sono anche alcuni ritratti, in cui il volto è segnato dalla stessa volatilità del paesaggio, e una serie di nuove nature morte, dove il motivo floreale sembra emergere come un elemento del paesaggio da uno spesso coagulo atmosferico e innestarsi su un piano che è, più che ripiano classico della natura morta, un sottile lembo di terra, di paesaggio. L’altra notte è, come suggerisce il titolo, anche il racconto della notte, non di quella scandinava – fatta, in estate (quando è avvenuta la residenza), di una luce prolungata e di un buio non definitivo –, ma proprio la notte “di casa”, quella che manca e che coincide con il buio inequivocabile e il silenzio. Il notturno, infatti, in forma di campitura scura che cancella, sfuma, attenua, che si allarga fino al limite delle sue possibilità e che nei dipinti si traduce in un diffuso desiderio di monocromaticità, sembra essere un altro dei fili conduttori della mostra.
    Davide Ferri



 


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